Tematiche: "Jazz"

        Afro Blue        
      Afro Blue Amos Hoffman      
        Amos Hoffman Arrigo Cappelletti    
  Rosario Giuliani   Arrigo Cappelletti Azz Band  
Roberto Gatto Rosario Giuliani                                                                                                                                                  AzzBand Camart Jazz
Roberto Gatto PDM Trío     Cesare Picco Camart Jazz
  PDM Trío Omar Al Faqir       Danilo Rea Cesare Picco  
    Omar Al Faqir María Pia de Vito   Enrico Rava Danilo Rea    
      María Pia de Vito Fathy Salama Enrico Rava      
        Fathy Salama        

 

 

 Il "Jazz"      Il “Jazz” è un genere musicale che ebbe origine negli Stati Uniti d’America alla fine del XIX secolo, raggiungendo una popolarità molto alta agli inizi del XX Secolo, e con un auge molto importante in tutto il Mondo a partire dell´anno 1950. Durante la sua storia, il “Jazz”, parte come una semplice musica da Ballo Popolare fino a diventare una complessa forma d´Arte riconosciuta in tutto il Mondo. Il “Jazz” è una forma d´Arte Musicale nel quale la strumentazione, melodia, e armonia derivano dalla Tradizione Musicale d’Occidente; mentre il ritmo, il fraseggio e la produzione del suono, e gli elementi dell´armonia del “Blues” derivano dalla “Musica Africana” e dal concetto musicale degli afroamericani.

     Ogni ensamble di “Jazz” dispone, indipendentemente dal numero dei componenti, di una “sezione melodica” (formata da strumenti Melodici come il “Sassofono”, la “Trombetta” o il “Trombone”) e di una “sezione ritmica” (formata da Strumenti Musicali come la “Batteria”, la “Chitarra”, il “Contrabasso” o il “Piano”). Alcuni critici opinano che la “sezione ritmica” è intimamente connessa alle origini africane del “Jazz”, mentre le “melodie” e l’“armonia” procedono dalla “Musica Classica Europea” (dove il ritmo ha un ruolo meno importante). Nel “Jazz” primitivo appena esisteva qualcosa che si potesse chiamare “melodia”, però i Solisti crearono il “fraseggio”, che evolvendosi esercitò un importante influenza nella “melodia” modellando (poco a poco) un tipo di “melodia” caratteristica: la “Melodia Jazzistica” (si definisce per la sua fluidità, la sua natura legata all’improvvisazione, e l’individualità dell’ interpretazione.

Ci sono tre elementi di base che distinguono il “Jazz” dalla “Musica Classica Europea”:

  1. Un ritmo speciale conosciuto come “Swing”, termine utilizzato per descrivere la sensazione ritmicamente espansiva o il senso di “Groove” (o sensazione de coesione ritmica) creato dall’interazione ritmica tra gli integranti delle Band (specialmente quando la Musica provoca una risposta viscerale nell’ascoltatore che lo spinge a realizzare un movimento impulsivo dei piedi o della testa).
  2. Un suono e un “fraseggio” che riflettono la personalità dei Musicisti interpreti. Mentre gli integranti di una sezione di Strumenti Musicali in un’Orchestra Classica aspirano a ottenere lo stesso suono (per raggiungere la maggior omogeneità possibile), i “Musicisti di Jazz” aspirano a lograre un suono “proprio” che li distingua dal resto (cercando la loro personale espressività con lo strumento Musicale); nel “Jazz”, l’espressione va oltre l’estetica. Il “fraseggio” nel “Jazz” ha le sue origini nella musica degli schiavi africani nei campi di lavoro (caratterizzata dallo schema di base “domanda-risposta”).
  3. L´importanza dell’improvvisazione nel “Jazz”, una delle caratteristiche che lo definiscono. Il “Jazz” diviene (fin dalla sua nascita) una musica essenzialmente improvvisata dove i musicisti, partendo da schemi prestabiliti e dalla conoscenza del genere musicale e le abilità acquisite, eseguono dei “solo” improvvisati con il loro Strumento Musicale.

 

In Giuliana Cesarini Pro Art contiamo con i seguenti Artisti del Mondo del “Jazz”:

 

Amos Hoffman

Amos Hoffman: Riconosciuto Liutista e Chitarrista israelita. Combina, in modo geniale, la “Musica Jazz” con la “Musica del Medio Oriente”. Offre concerti con altri Artisti e con il suo Gruppo Musicale: “The Amos Hoffman Quartet”.

Cesare Picco

Cesare Picco: Geniale Pianista, Compositore e Improvvisatore di “Jazz”, di “Musica Classica” e di altri generi musicali. Con uno spirito poliedrico eccezionale, è un Musicista brillante con una squisita essenza romantica.

Danilo Rea

Danilo Rea: Pianista italiano di “Jazz”. Considerato uno dei Pianisti più importanti d’Italia negli ultimi decenni. Tra l’altro, è un Artista molto richiesto per concerti di “Musica Classica”.

Fathy Salama

Fathy Salama: Eccezionale Musicista e Compositore egiziano di “Jazz”. Con il suo Gruppo Musicale: “Sharkiat”, combina “Suoni Tradizionali Arabi” con l’improvvisazione del “Jazz” (usando la “Musica Elettronica” come elemento d’unione).

María Pia de Vito

María Pia de Vito: Vocalista e Compositrice italiana. É un’Artista distaccata della scena del “Jazz Europeo Contemporaneo”, la sua qualità artistica è comparabile ad altre Cantanti di questo genere, nell’altro lato dell’Oceano Atlantico.

Omar Al Faqir

Omar Al Faqir: Grande Compositore e Pianista Giordano. Considerato il fondatore del “Jazz” in Giordania. Con il suo Gruppo Musicale: “The Faqir Syndicate” interpreta cover di “Jazz Fusion” inspirate nei grandi Maestri del “Jazz”.

Roberto Gatto

Roberto Gatto: Batterista e Compositore italiano. Quest’Artista di grande talento è considerato uno dei più distaccati Batteristi e Compositori di “Jazz” d’Europa (con un suono caratteristico e una tecnica impeccabile).

Rosario Giuliani

Rosario Giuliani: Geniale Sassofonista Alto e Soprano italiano. É una gran figura rappresentativa del “Jazz Europeo” con uno stile “Post-bop” molto personale. É un Artista molto apprezzato nell’ambito Internazionale del “Jazz”.

 

    Piccola Storia del “Jazz”:

Antecedenti: Il “Jazz” è il risultato dell’incontro della tradizione musicale africana con l’europea; le sue radici s’incontrano negli Stati Uniti, con l’arrivo degli schiavi negri africani in questo paese (al principio del XVII Secolo). La tradizione africana usava delle melodie semplici, che non tardarono però nel combinarsi con elementi armonici procedenti dalla “Musica Europea”; dai ritmi africani e dalle scale pentatoniche nacquero le note del “Blues” (canzoni che servivano da sfogo all’interprete che poteva così mostrare il suo dolore, i suoi sentimenti e i suoi desideri) queste canzoni posero i cimenti del “Jazz”.

Il grande Cornettista di "Hot" Buddy BoldenRagtime (1890-1900): Alla fine del XIX si sviluppò nella città di San Luis (Misuri) uno stile musicale (eminentemente pianistico) che fu chiamato “Ragtime” (ritmo rotto, o sincopato) che ebbe un ruolo fondamentale nella formazione del “Jazz” primigenio. Si trattava di una musica composta (non improvvisata) che prendeva spunto da forme classiche come il “Minuetto” e il “Valzer” e con influenze dei ritmi del “Banjo” delle piantagioni del Sud degli Stati Uniti d’America.

New Orleans (1890-1910): Anche se già esistevano alcune Band che suonavano musica simile a un “Jazz” rudimentario, la culla del “Jazz” fu la città di New Orleans; lì suonava Buddy Bolden (Cornettista di “Hot” considerato come la prima gran figura e l’iniziatore del primo stile definito di “Jazz”). Si denomina “Stile New Orleans” questa forma iniziale di “Jazz” nel quale le improvvisazioni non esistevano e i Solisti elaboravano larghe variazioni melodiche sul tema principale. Le Band Musicali erano ambulanti e solitamente interpretavano “spirituals”, “ragtimes”, “marce”, e canti d’origine afrocubana. Lo Strumento Musicale principale era la “Cornetta” (che elaborava le melodie), con il supporto del “Trombone” e del “Clarinetto”.

Il leggendario Trombettista Louis ArmstrongDixieland (1910-1920): Agli inizi del XX Secolo, musicisti bianchi e creoli poveri del delta del Mississippi s’interessarono all’“Hot”, e l’influenza di questi Gruppi produsse alcune variazioni nella forma di suonare delle Band di New Orleans (elaborando le improvvisazioni e cercando strutture ritmiche meno africane) creando un nuovo stile meno espressivo, però con maggiori possibilità tecniche. Nel decennio degli anni 40 il “Dixieland” ebbe una grande rinascita e, ancora oggi, esistono Band molto famose di questo stile di “Jazz”.

Il “Jazz” di Chicago e di New York (1920-1930): Nel 1917 le autorità di New Orleans chiusero il quartiere di Storyville (dove si trovavano quasi tutti i locali di Musica dal vivo); quest’avvenimento indusse i Gruppi di “Jazz” a emigrare da New Orleans verso altre città nel Nord degli Stati Uniti (come New York e Chicago). In Chicago si sviluppò uno stile più dinamico e s’impose l’espressione personale del Solista rispetto all’improvvisazione collettiva (distaccando la figura di Louis Armstrong); lo stile di Chicago si sviluppò come conseguenza dell’incontro di Musicisti negri provenienti da New Orleans e di giovani studenti e dilettanti bianchi che li imitavano.
       In New York, negli anni venti, ebbe inizio lo splendore delle grandi Orchestre di “Jazz” (le “Big Band”), distaccando la figura di Duke Ellington. Lo stile di New York rappresentò un tipo de “Jazz” stilizzato, meno localizzato y più universale, e fu la corrente principale del “Jazz” al finale della decada del 1920, che derivò nello “Swing”.

Il grande Cantante de "Jazz" Billie HolidayL’era dello “Swing” (1930-1940): Lo “Swing” fu uno stile repleto di grandi improvvisatori e inoltre favorì la proiezione dei Cantanti (specialmente delle Cantanti donne, come Ella Fitzgerald o Billie Holiday). Si sviluppò lo stile “mainstream” (epoca intermedia tra il “Jazz Tradizionale” e il “Jazz Moderno”). Il “Jazz” perse il qualificativo di “musica marginale” e divennero molto popolari formazioni “Big Band” di Musicisti bianchi, come quella di Glenn Miller o di Benny Goodman.

Bebop (1940-1950): I Musicisti “bebop” si centravano soprattutto nel Solista, il cui ruolo era quello d’un Artista creatore al servizio solo della propria musica; inoltre, la melodia venne abbandonata a favore dell’improvvisazione. I “Bopper” trattarono di tornare alle origini, di reinterpretare e riscrivere la tradizione mediante l’esplorazione di nuove armonie e l’ampliazione dei registri sonori (adottando uno stile più emotivo). Il club Minton’s Playhouse sarà la culla di questo nuovo stile, di cui Charlie Parker e Dizzy Gillespie sono i lider indiscutibili.

“Cool Jazz” e “Hard bop” (1950-1960): La nascita del movimento “Cool” ebbe luogo nel 1948 con la pubblicazione di un Disco del Musicista di “Jazz” Miles Davis. Questo nuovo stile con le radici direttamente nel “Bebop”, divenne una musica più cerebrale con uno stile più intimista (il cui obiettivo era la creazione di un’atmosfera di “calma” e “meditativa”) con un tocco di lirismo ed emozione. Il “Cool Jazz” divenne particolarmente popolare tra i Musicisti bianchi.
Il "Big Band" di Benny Goodman       Como reazione all’intellettualismo del “Bebop”, i Musicisti di “Hard bop” rivendicarono il ritorno del “Jazz” alle sue origini, con speciale accento nell’energia e la spontaneità della musica. L’elemento ritmico veniva così rinforzato e i Solo (derivati dal linguaggio dei Musicisti “Bebop”) acquisirono più forza e vitalità (creando una musica aggressiva e intensa).

“Free Jazz” e “Post-bop” (1960-1970): Il “Free Jazz” suppone una rivoluzione stilistica nel “Jazz”; vengono abbandonati elementi (fino ad allora essenziali nel “Jazz”) che avevano sorretto anteriormente l’improvvisazione come lo “swing”, il “fraseggio”, o l’ intonazione e il “Jazz” si aprì ad influenze delle Musiche del Mondo, assumendo connotati politici in modo molto ostensibile (grazie all’auge di movimenti sociali afroamericani).
   Alcuni Musicisti di “Bop” svilupparono concetti d’improvvisazione più avanzati, realizzando un “Jazz modale” (impulsato da figure come Miles Davis o John Coltrane). Il “Post bop” apportò alle esperienze del “Hard bop” un buon numero d’innovazioni del “Free Jazz”, creando così la linea  principale di sviluppo (“mainstream”) del “Jazz Moderno”.

Il Sassofonista "Bebop" Charlie ParkerFusion (1970-1980): Gli anni settanta non videro il declino del “Jazz” (e della “Musica afroamericana” in generale), ma una nuova tappa di transizione nella quale nacquero nuovi stili musicali che utilizzavano il “Jazz” come uno dei suoi elementi. Il “Jazz Rock” di Miles Davis rappresentò una nuova rivoluzione nel suono del “Jazz”, introducendo una strumentazione e degli schemi ritmici più vicini al “Rock”, marcando l’inizio di un nuovo genere che sarà denominato “Jazz Fusion”. L’influenza dei Gruppi di “Rock” che stavano sperimentando con il “Jazz” terminò di profilare un genere che darà luogo posteriormente ad altri stili derivati, ciò sarà particolarmente evidente in aspetti come la strumentazione delle nuove Band di “Jazz Rock” (che sostituirono il “Contrabasso” con il “Basso Elettrico” e spostarono la “Chitarra” dalla sezione ritmica per situarla come Strumento solista) o nella maggior importanza del Gruppo Musical rispetto ai singoli integranti.
       Agli inizi del “Jazz” già si produsse una precoce incorporazione di elementi latini alla Musica “Hot”. Di tutti gli stili che nacquero nell’era dello “Swing”, il “Latin Jazz” è stato quello che ha avuto maggiore popolarità; durante gli anni 70 questo stile di Fusion con musiche latine si stabilì in maniera definitiva nella scena del “Jazz”. Dentro dell’ampia denominazione di “Jazz Latino” s’includono musiche così differenti come quelle di origini brasiliane (specialmente la “Bossa Nova”), o di origini cubane, e altre musiche di carattere latino (come il “Tango”).
       Verso la metà della decada dei 70, distaccati Musicisti di “Jazz”, optarono per un tipo di “Jazz Fusion” più commerciale, il “Smooth Jazz”, caratterizzato dall’uso frequente de sintetizzatori, un ritmo leggero e senza pretensioni (di base “Funky”), e un suono elegante e lontano dalla razionalità del “Bebop” o dall’energia del “Soul Jazz”.
Il Trombettista e Compositore di "Jazz" MIles Davis        Il “Jazz Flamenco” ha le sue origini nella decada dei 60 quando cominciarono a sorgere alcune proposte primitive di Fusion da parte di Artisti come Miles Davis. In Spagna, nel 1967, il Sassofonista Pedro Iturralde editò un Disco dal titolo “Jazz Flamenco” che contò con la collaborazione di Paco de Lucia e che è considerato come un’opera fondazionale di questo genere musicale.

La crisi del “Jazz” e il nuovo tradizionalismo (1980-1990): In funzione dell’evoluzione del “Jazz”, prima verso il “Free Jazz” e, posteriormente, verso le distinte fusion della decada dei 70, questo genere musicale si fu allontanando sempre di più dalle sue origini, entrando in una crisi d’identità. L’arrivo dei neo-tradizionalisti cambiò l’ordine delle cose e, invece di promuovere una nuova rivoluzione nel genere musicale, rivendicarono un ritorno alle sue origini (difendendo la purezza del “Jazz”).

Il “Post-Jazz” (1990-2000): Negli anni 90 si mantennero in vita le numerose correnti disperse del “Jazz”. L’auge del “Rap” con il “Jazz Rap”, la recuperazione del “Bebop”, il “revival” del “Soul”, l’arrivo del “Jazz Elettronico”, i successi commerciali del “Funk”, l’attualità del “Blues”, l’esito nelle discoteche dell’“Acid Jazz”, il ritorno delle Orchestre “Big Band”, o l’apparizione di nuove Band nel più puro stile New Orleans sono sintomi di buona salute di questa Musica che ha già compiuto un secolo di esistenza sotto il nome di “Jazz”.

 

                                                                                                                                    © GIULIANA CESARINI PRO ART  /  RISERVATI TUTTI I DIRITTI