Ignacio Béjar

Ignacio Béjar con il "Nei"        Il grande Musicista e Compositore, di formazione autodidatta, Ignacio Béjar, nacque nella città di Bilbao (capitale della provincia basca di Vizcaya) nell’anno 1963. Posteriormente si trasferì nella città di Malaga, dove crebbe e si formò artisticamente. In questa città, Ignacio Béjar partecipò attivamente, dagli anni 80, nella scena musicale Andalusa formando parte di un gran numero di Gruppi Musicali dei più diversi stili (“Rock”, “Jazz”, “Avanguardia”, “World Music”, etc.). Ignacio Béjar diede i suoi primi passi professionali nel “Jazz” e nel “Rock”; però, dopo aver scoperto la “Musica Orientale” cominciò a studiarla attraverso numerosi viaggi in paesi del Medio Oriente e d’incontri con grandi Maestri (e un profondo avvicinamento al “Sufismo”).

      Ignacio Béjar ha studiato a fondo la “Musica Tradizionale Turca”, la “Musica Tradizionale dell’Asia Centrale”, la “Musica Sufi” e, anche, Musicoterapia Orientale con il Maestro Sufi: il Dott. Oruç Güvenç (Professore di Musicoterapia e de Etnologia Musicale nell’ Università di Marmara, ad Istanbul; ha contribuito a “riscattare” molte tecniche di Musicoterapia della tradizione Turca, che hanno origine nella tradizione millenaria degli Sciamani). Ignacio Béjar studiò e imparò a suonare il “Nei” (Strumento Musicale a Vento, tipico del Medio Oriente, che consiste in una canna di bambù vuota con cinque o sei fori per le dita e un altro per il pollice), diventando uno dei pochi Musicisti europei che dominano questo strumento. Ha anche realizzato studi di “Pianoforte” e Armonia Tonale Contemporanea (applicata al Pianoforte) impartiti da Kenneth Ecury (fondatore del “Consorzio per la Musica Contemporanea”, residente a Malaga dall’anno 1995; ha sviluppato un nuovo metodo di “Jazz” e “Musica Contemporanea”).

       Il principale obiettivo d’investigazione, per Ignacio Béjar, è la ricerca di un “Linguaggio Universale” attraverso la Musica; questa ricerca, l’ha portato a realizzare viaggi per numerosi paesi del Mondo e a propiziare incontri con Musicisti di differenti Culture e Tradizioni (oltre ad investigare con nuove forme d’espressione, utilizzando l’improvvisazione come un nesso d’unione). Questo geniale e veterano Artista, un gran multi-strumentista, domina vari Strumenti Musicali: “Nei Turco”, “Clarinetto Basso”, “Sassofono” (Tenore e Soprano), “Flauto”, “Clarinetto Turco”, “Liuto Arabo”, e “Tastiere”.

     Ignacio Béjar forma parte di vari Gruppi Musicali con i quali collabora assiduamente e ha un’intensa programmazione di concerti in Festival, Teatri, e Sale tra i quali la: Spagna, Portogallo, Turchia, Marocco, Germania, e Austria. Con il Gruppo “Tümata” (creato da Rahmi Oruç Güvenç) ha partecipato in numerosi concerti in Turchia, Germania, e Spagna. Ha anche partecipato (come Musicista) nei rituali dei “Dervisci roteanti” della Turchia nelle loro cerimonie di danza-meditazione, chiamate “Sema” (nelle quali i Danzatori girano su se stessi con le braccia stese, accompagnati dalla musica di Flauti e Tamburi), in cerimonie in Spagna e in Turchia. In Austria, Ignacio Béjar formò parte di un progetto di “Musica Sufi” con il Gruppo Musicale “Bard Allah” (formato dal Musicista e Musico Terapeuta Khalib Stanfel, oltre che a Musicisti della Turchia e della Germania), realizzò con questo Gruppo vari concerti in Austria e Germania e collaborò nel loro primo Disco: “Islam daham”. Forma anche parte del Gruppo di “Jazz”: “Mundowaflar” (progetto del Contrabbassista sivigliano Estanislao Waflar, il quale unisce ritmi turchi con il “Jazz Classico”), ed ha partecipato nell’edizione del primo Album di questo progetto: “Tierra”.

       Nell’anno 1999, Ignacio Béjar realizzò la Banda Sonora per il Cortometraggio: “Angelo” (di Pablo Cantos) e, anche, per un Documentario di Manuel Segura sul Kosovo: “Soldati nell’ombra”. Nell’anno 2000, Ignacio Béjar pubblicò in solitario l’Album: “Epikeya, la storia di un sogno”, nel quale gioca con sonorità elettro- acustiche con il fine di conseguire una musica ambientale e “intimista” che invita alla riflessione. Ha anche collaborato, in due occasioni, con l’“Orchestra Filarmonica di Berlino” (nel “Festival di Tango e Flamenco”) insieme a Paco Liaña. Inoltre, Ignacio Béjar ha diretto vari spettacoli Multimedia nei quali unisce la musica con le immagini, la narrazione, e l’interpretazione, distaccando: “Incontro de nuove musiche” e “Musica senza frontiere”.

Ignacio Béjar in una performance con due membri del Gruppo Musicale "El sombrero del Alquimista"     Ignacio Béjar ha partecipato in formazioni d’avanguardia e attuali come “Oir-T” (con Alain Piñero e Alejandro Bravo), percorrendo l’Andalusia con questo trio e distaccando la sua partecipazione nel “Festival Confluenze” (celebrato in Huelva nell’anno 2002, organizzato dalla “Giunta d’Andalusia” e diretto dal compositore e interprete di “Musica Elettroacustica” Eduardo Polonio) un appuntamento per i più grandi esponenti dell’improvvisazione libera e di “Musica Contemporanea” a livello Internazionale. Ha anche partecipato nel Gruppo Musicale “Aduna Wey” (progetto di fusione che univa elementi ancestrali della Musica Africana con il “Jazz”, con la “Musica Progressiva” e con la “Musica Sperimentale”), nel quale hanno collaborato Percussionisti “Griot” del Mali e del Senegal.

     Nell’anno 2008, insieme alla Ballerina Svetlana Ilina, creò lo spettacolo: “Nonno raccontami” (nel quale univano il Cantastorie, con il concerto didattico, la Danza, e l’interpretazione scenica); con questo progetto, lo stesso anno, portarono avanti un intenso lavoro nella “Campagna di Fomento alla Lettura” del Comune di Malaga (oltre a spettacoli in differenti Festival e Sale). D’altra parte, ha offerto centinaia di Concerti didattici di “Musica del Mondo” e altri dal titolo “La Macchina del Jazz” in Scuole e Istituti di Malaga e provincia. Ignacio Béjar è stato scelto per la realizzazione della programmazione, organizzazione, e produzione del “I Ciclo di Musiche del Mondo” promosso dall’Università di Malaga (Maggio 2009), e del “II Ciclo di Musiche del Mondo” dell’UMA (Aprile 2010). É stato anche il responsabile della direzione e della produzione del “I Ciclo di Musiche del Mondo della Cueva del Tesoro” nel Rincón de la Victoria (Malaga, Luglio 2010), dove offrì una fusione de suoni dell’India, Turchia, e Africa.

       D’altro canto, nell’anno 2009, Ignacio Béjar creò insieme a Svetlana Ilina: “Rubayat”, un “Centro di Attività Artistiche e di Benessere” (situato nella città di Malaga) nel quale si realizza un’intensa programmazione di attività alternative relazionate con l’ Arte, la Salute e il “Risveglio della Coscienza”. Ignacio Béjar impartisce, in questo Centro, corsi e sessioni di Musicoterapia Orientale la cui tecnica si basa nei principi della “Musica Sufi” che utilizza le differenti scale (o “Makam” turchi) per equilibrare Corpo, Mente, e Anima, in modo che ogni “Makam” crea uno stato d’animo determinato e serve per equilibrare i differenti organi del corpo. Questa tecnica (originaria dell’Asia Centrale) si utilizzava nel Al-Andalus per curare e, di fatto, si sa che nell’Ospedale del Maristán (nel Albaicín di Granada) c’era una sala dedicata alla Musicoterapia Orientale; questa tecnica si utilizzava anche in Anatolia nell’ Imperio Ottomano.

 

Principali Gruppi Musicali con i quali collabora abitualmente Ignacio Béjar:

 

EL SOMBRERO DEL ALQUIMISTA

Il Gruppo Musicale "El sombrero del Alquimista"     Il progetto de “El Sombrero del Alquimista” (Il Cappello dell’Alchimista) si basa in un “viaggio musicale” per il Mediterraneo (dall’Andalusia fino all’Oriente) per recuperare timbri, suoni, e forme musicali dimenticate nella nostra terra, però la cui eco ancora risuona nei cuori; sono gli “echi” di un “mare comune” che avvicina e trasmette un senso culturale unico e diverso che unisce le persone, superando le religioni e le frontiere che pretendendo separarle. Attraverso Strumenti Musicali come il “Nei”, il “Clarinetto Turco”, o il “Salterio” (che uniscono il loro suono con quello della “Chitarra” o della “Viella”), la musica de “El Sombrero del Alquimista” ci porta a un “viaggio magico” e esotico (però anche familiare –come se questi Strumenti fossero stati uniti da sempre-).
      Questo Gruppo Musicale presenta un repertorio di temi originali, che si alternano con l’improvvisazione (nello stile Orientale o Contemporaneo), con strutture classiche; offre una musica allo stato puro (al di là dello Spazio e del Tempo), nella quale si combinano elementi della “Musica Spagnola”, “Musica Classica”, “Musica Antica”, “Musica Contemporanea”, “Musica Turca”, “Musica Orientale”, “Klezmer” (Musica degli Ebrei Askenaziti dell’Europa Orientale), del “Jazz”, etc. Uniscono ritmi e influenze delle Culture Cristiana, Musulmana, e Sefardita, creando una Musica “nuova”; una musica che evoca sentimenti e che capta l’attenzione dell’ascoltatore perché, in ogni momento, presenta qualcosa differente. Ignacio Béjar ha offerto con questo Gruppo una moltitudine di concerti e ha registrato un Album Musicale nell’anno 2009: “El sombrero del Alquimista”, nel quale presenta sue proprie composizioni e arrangiamenti di temi tradizionali di differenti tempi, culture, e luoghi.

Membri del Gruppo Musicale "Khairkan"

KHAIRKAN

     Ignacio Béjar, con il Gruppo Musicale “Khairkan”, ha realizzato numerosi concerti lungo il territorio Nazionale e Internazionale. Per il Gruppo “Khairkan” la Musica è un luogo d’incontro e un ponte tra le culture. I membri di questo Gruppo hanno realizzato un lavoro d’investigazione musicale, sia verso l’“esterno” (viaggiando ad atri paesi e apprendendo direttamente dai “Maestri” di diverse tradizioni, specialmente della Turchia e dell’India), che verso l’“interno” (elaborando la ricerca di un proprio suono, sia la voce sia con gli Strumenti Musicali).
       Le loro composizioni originali rappresentano una vera fusione nella quale combinano Strumenti Musicali, ricorsi, e tecniche della Musiche Tradizionali (della Turchia, India, Mongolia, Africa, Australia, e Asia Centrale), con l’Orientalismo e la “Musica Sufi”, e con formule così attuali come il “Jazz”, la “Musica d’Avanguardia”, e la “Musica Contemporanea”. Il risultato è una Musica “atemporale”, attuale, spontanea, e sorprendente, che inspira all’ascoltatore i più diversi stati d’animo ed emozioni (partendo dall’“Introspezione” fino ad arrivare all’“Euforia”).

I quattro componenti del Gruppo Musicale "Estambul"ESTAMBUL

       Il Gruppo Musicale “Estambul”, del quale forma parte Ignacio Béjar, nasce dall’incontro tra Musicisti di larga esperienza nel campo delle “Musiche del Mondo”. Sono membri di distaccate formazioni della scena musicale (sia Andalusa che Spagnola); Gruppi come: “Caravasar”, “Khairkan”, “Samarcanda”, e “L’ham de Foc”, tra gli altri. Il Gruppo Musicale “Estambul” offre all’ascoltatore un suggerente viaggio per la Musica di diversi paesi come: Turchia, Grecia, Marocco, Romania, Bulgaria, etc., con un punto di vista totalmente personale e immaginativo, percorrendo i Linguaggi Musicali come il “Jazz”, il “Folk”, o la “Musica Progressiva”.
      Il Gruppo utilizza Strumenti Musicali così variati come il “Salterio” (“Salterio Iraniano”), il “Clarinetto Turco”, la “Zampogna”, il “Bendir” (“Tamburo Marocchino”), il “Nei” (“Flauto Turco”), il “Sassofono”, il “Contrabasso”, e un’amplia gamma di Strumenti a Percussione procedenti da paesi del Mediterraneo. La combinazione timbrica, espressiva, e dei ricorsi sonori, così come l’improvvisazione, dotano ogni concerto di “Estambul” di un’energia speciale che risulta contagiosa durante i loro concerti.

 

Ignacio Béjar con il Gruppo Musicale "Rifak"

  RIFAK

       Anche il Gruppo Musicale “Rifak” é Interculturale (composto da Musicisti del Marocco e della Spagna) nel quale si rivisitano e interpretano temi Tradizionali e Popolari del Marocco (“Musica Shaavi”) e della Turchia, alcuni dei quali inediti con arrangiamenti molto attuali, combinando: “Ritmi Orientali”, “Tastiere Ambientali”, “Ritmi Elettronici”, “Sassofoni”, e “Flauti”, con Strumenti Tradizionali della “Musica Araba” come: il “Kanun” (“Arpa Araba”), il “Oud” (“Liuto Arabo”), “Darbuka” (strumento a Percussione), il “Nei”, il “Rik”, il “Bendir” (un “Tamburo” quadrato), etc. Il Gruppo Musicale “Rifak” utilizza elementi della “Musica Tradizionale Marocchina” con elementi del “Jazz”, della “Musica Andalusa”, e della “Musica Turca”, anche se uniti in modo tale da creare una nuova musica (molto attraente e originale) nella quale ognuno dei componenti si muove liberamente nello scenario e esprime i suoi sentimenti raccontando le storie più varie con il propio strumento musicale.
      La Musica del Gruppo “Rifak” è l’espressione di una “fraternità” tra due culture, che ricorda le esperienze vissute congiuntamente nei tempi del “Al-Andalus” il cui Patrimonio Culturale è sopravvissuto ed è presente ai nostri giorni; nel Gruppo “Rifak”, Musicisti marocchini si uniscono a Musicisti andalusi creando nello scenario la magia di eteree note musicali e trasmettendo allo spettatore la sensazione di un “destino artistico-musical comune” (come se tutti i suoi componenti fossero stati “predestinati” a restare “uniti”, nello scenario, nello “Spazio” e nel “Tempo”...).

 

Principali Gruppi Musicali con i quali ha collaborato Ignacio Béjar:

 

RIHLA

      Ignacio Béjar ha anche partecipato in “Rihla”, un progetto Multimedia auspicato dalla “Giunta d’Andalusia” e dalla CEE. La “Rihla” è un Genere Classico della Letteratura Araba che consiste nel racconto di un viaggio; il termine “Rihla” significa: “Viaggio a tappe”. Questo progetto Il Gruppo Musicale "Rihla"suppone un “viaggio visuale”, e “musicale”, che ha come filo conduttore il Passato, il Presente e il Futuro della “Musica Andalusa del Marocco” in relazione con il “Flamenco”. Si tratta di un incontro tra due culture; lo spettacolo che presenta il Gruppo Musicale “Rihla” cerca di avvicinare le culture delle due sponde, mostrando le relazioni che già esistono (sia di parentela, o di somiglianza, tra la “Musica Andalusa” e il “Flamenco”) mediante un percorso storico attraverso le principali forme musicali che entrambe le tradizioni ci offrono.
      Ciò cui aspirano è raggiungere una sintesi, una creazione omogenea, un unico suono plurale, senza altre pretensioni che quella di proporre un “nuovo” e suggerente argomento per un “incontro”; l’idea fondamentale è che la “diversità” rende possibile l’“incontro” tra il “diverso”, così come la distanza rende possibile il viaggio. Partono dalle prime manifestazioni sonore Andaluse, le posteriori evoluzioni, i primi “Palos Flamencos” (differenti generi dello stile flamenco), e le forme del Flamenco più Contemporanee, per culminare con un lavoro sperimentale nel quale ricreano sullo scenario l’ambiente di un futuro “luogo immaginario” nel quale hanno condiviso (durante un Tempo) Strumenti e Musicisti delle due culture; tutto ciò, seguendo le direttrici marcate dalla “Direzione Generale dei Beni Culturali” nella proposta all’UNESCO per la candidatura della “Musica Andalusa” e del “Flamenco” come “Patrimonio dell’Umanità”.

 

Ignacio Béjar con il Gruppo "Caravasar"     CARAVASAR

     Ignacio Béjar ha fatto parte del Gruppo Musicale sivigliano “Caravasar”, una formazione Ispano-Marocchina che presenta un percorso per le differenti “Musiche Tradizionali” del Mediterraneo Orientale; canzoni dei Balcani, ritmi Sufi della Turchia Ottomana, e danze dei Popoli Magrebini, sono ricreate e si mescolano con le correnti estetiche Occidentali. Il Gruppo “Caravasar” funziona come un “melting pot” di Strumenti Musicali Orientali e Occidentali che trascendono frontiere. “Caravasar” é una palabra Persiana che, letteralmente, significa: “Palazzo delle Carovane”; un “Caravasar” è un luogo d’accoglienza (o rifugio destinato alle Carovane d’Oriente) e fu un punto chiave nello sviluppo delle vie del Commercio attraverso l’Asia e il Nord Africa.
      Il Gruppo Musicale “Caravasar” mantiene lo spirito che riflette il suo nome: questi piccoli villaggi che nella “Via della Seta” servivano per il riposo delle Carovane. Lo spettacolo musicale che offre “Caravasar” ha girato in numerose città della Geografia Spagnola e di altri paesi (come Portogallo o Marocco), e si caratterizza per il suo “esotismo” e per la sue “forza espressiva” regalando allo spettatore i suoni di una ricca varietà strumentale e con un’estetica artistica molto accurata; “Caravasar” invita al pubblico a percorrere con l’“immaginazione” una via (la “Via della Seta”) che durante secoli aprì un dialogo fruttuoso tra le distinte civilizzazioni. Il Gruppo “Caravasar” ha editato due Dischi: nell’anno 1998 “La Via della Seta” (un “viaggio musicale” per questo “cammino magico”), e nell’anno 2006 “Minareti mediterranei” (nel quale interpretano “Musica Turca”, “Musica Greca” e “Musica Marocchina).

 

VIDEI:       

                                               

Il Gruppo "Khairkan" in una delle sue esibizioni dal vivo
     
 
Video del Gruppo Musicale "El Sombrero del Alquimista" interpretando il tema tradizionale turco:  "Çeçen kizi", nel Ciclo di "Musiche del Mondo" della UMA (Maggio 2009)   "Khairkan": "Más allá de la Música" (Oltre la Musica). Video registrato nei Bagni Arabi di Ronda (Malaga) nel Ciclo "Noches de Ronda" (Notte di Ronda). Anno 2008

 

DISCOGRAFIA:

El sombrero del Alquimista2009
EL SOMBRERO DEL ALQUIMISTA
(Gruppo: El Sombrero del Alquimista)

Alminares Mediterráneos2006
ALMINARES MEDITERRÁNEOS
(Gruppo: Caravasar)

Epikeya, la historia de un sueño2000
EPIKEYA, LA HISTORIA DE UN SUEÑO
(Ignacio Béjar)

La ruta de la seda1998
LA RUTA DE LA SEDA
(Gruppo: Caravasar)

 

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